BLOG

TAVOLO COMITATO PROMOTORE DOP POMODORO DI PUGLIA

22Mag

Presso la camera di commercio di Foggia ho partecipato al tavolo del neo costituito Comitato promotore della  DOP Pomodoro di Puglia.

Un bell’incontro di Capitanata tra esperienza e forte motivazione per il raggiungimento di grande traguardo che garantirebbe la tutela dei produttori e dei trasformatori del pomodoro lungo pugliese.

Presente al tavolo, tra le altre rappresentanze del Comitato (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Uila, Rosso Gargano, Princes, Confcooperative, Futuragri, Fimagri, CONAPO, Ghetto out) il professore Antonio Stasi dell’Università di Foggia, a cui è affidato il delicato lavoro tecnico e di ricerca per la stesura della documentazione necessaria al disciplinare per la DOP e di un documento scientifico sul comparto produttivo del pomodoro, al fine di avere osservazioni e motivazioni relative anche al disciplinare I.G.P. del pomodoro pelato di Napoli.

Quindi il comitato nasce anche al fine di perfezionare l’opposizione presso il MIPAAF al disciplinare di produzione presentato dalla Campania e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo scorso per il riconoscimento della IGP “Pomodoro Pelato di Napoli”.

In questo disciplinare si identificano, come aree di produzione, le Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia.

Ma, viste le statistiche delle produzioni, il “Pomodoro pelato di Napoli IGP” includerebbe conserve il cui pomodoro è prodotto per il 90% nella Regione Puglia.

Rivendichiamo quindi la posizione della provincia di Foggia, leader indiscussa del mercato e maggiore bacino di produzione nazionale con una superficie media annua di 15.000 ettari e con una produzione di pomodoro da industria che si aggira intorno a 1,4 milioni di tonnellate.

Inoltre il processo industriale presentato nel disciplinare campano consente l’ottenimento di un prodotto che, di fatto, potrebbe essere effettuato in qualsiasi stabilimento di trasformazione e dunque non corrisponde a una qualità caratteristica e come tale identificabile dal consumatore finale.

Dunque, debole il legame tra Indicazione Geografica e specifica qualità, così come invece richiesto nell’art.5 del Reg. UE 1151/2012. Di fatti, il senso dell’IGP sta nella valorizzazione e la promozione di un prodotto al fine di tutelarne la specificità.

Ringrazio il presidente della Camera di Commercio Damiano Gelsomino per la sua accoglienza e disponibilità e tutti i tanti presenti che mi hanno fatto sentire fiera di essere figlia di questa terra di Capitanata.