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Impianti eolici in Provincia di Foggia, interrogazione al Ministro della transizione ecologica

06Ago

Il territorio della provincia di Foggia è letteralmente invaso da impianti eolici, lo dicono i numeri dell’ultimo rapporto statistico delle fonti energetiche rinnovabili fornito dal Gestore dei servizi energetici (GSE): su una potenza istallata in Italia pari a 10.715 megawatt, ben il 19,7 per cento, equivalente a 2.111 megawatt, è situata nella provincia di Foggia;

la Lega italiana protezione uccelli (LIPU) nel suo monitoraggio territoriale tramite sistema “Google Earth” (non aggiornato in tempo reale), conta oltre 1.440 macchine eoliche;

la provincia ha sul suo territorio 22 aree protette, individuate come siti di interesse comunitario (SIC), zone di protezione speciale (ZPS), Important Bird Area (IBA), parchi nazionali, le quali coprono circa il 50 per cento dell’intero territorio provinciale, già terza provincia d’Italia per estensione, pari a 7.174,60 chilometri quadrati. Inoltre la stessa provincia ha visto la mancata realizzazione del parco regionale dei monti Dauni, letteralmente annullato da piantagioni eoliche con l’azzeramento su vasta scala di peculiarità paesaggistiche e faunistiche di grande importanza come il nibbio reale, e quindi la sottrazione di importanti valori per il riscatto di questo territorio;

in tale ambito di profonda alterazione territoriale i valori rurali di carattere paesaggistico, storico e faunistico dovrebbero essere tutelati per conservare quello che rimane dell’identità della Capitanata. Invece continuano ad essere drammaticamente ipotecati ed erosi da quella che letteralmente è una nuova ondata di impianti eolici approvati o in fase di approvazione, sia presso la Provincia di Foggia (delegata dalla Regione) che presso il Ministero della transizione ecologica;

alla proliferazione eolica si aggiunge una concentrazione di impianti fotovoltaici al suolo ritenuti tra i più grandi d’Europa già realizzati per centinaia e centinaia di ettari e, come se non bastasse, di impianti in fase di autorizzazione, sempre presso la Provincia di Foggia, per ulteriori migliaia di megawatt pari a non meno di 10.000 ettari di territorio;

in tale contesto di degrado territoriale si inserisce un ulteriore progetto di impianto eolico a Castelluccio dei Sauri, costituito da 12 aerogeneratori per una potenza complessiva di 43,2 megawatt e delle opere connesse alla rete elettrica ricadenti anche nel comune di Deliceto, proponente Wind Energy Castelluccio S.r.l., con avvio del procedimento in data 19 aprile 2018, codice di procedura 4048 di competenza statale;

considerato che:

dietro parere non favorevole reso dal comitato regionale per la VIA (valutazione impatto ambientale) nella seduta del 9 ottobre 2018, con deliberazione della Giunta regionale del 30 gennaio 2019, n. 153, si esprime giudizio negativo di compatibilità ambientale per l’impianto nell’ambito della procedura di VIA inerente al parere regionale. Fra le tante motivazioni a sostengo del giudizio negativo, nelle conclusioni della relazione: “L’impianto oggetto di valutazione, nel suo complesso, determinerebbe un effetto di decisiva artificializzazione del paesaggio circostante e dei beni in esso contenuti”;

successivamente, in data 16 giugno 2020, viene emanato il parere tecnico istruttorio della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio in cui si evidenziano “i motivi che ostano all’accoglimento, in senso favorevole, dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale”;

il 17 novembre 2020 la Direzione generale ha espresso parere tecnico-istruttorio negativo ricalcando le motivazioni della Soprintendenza e aggiungendone di proprie sull’interferenza naturalistica e paesaggistica dell’opera in un contesto già fortemente penalizzato da impianti eolici e dalle strutture connesse;

precedentemente a questi ultimi pareri, la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS dell’allora Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, aveva espresso parere favorevole con prescrizioni minimizzando, anteriormente al parere degli organi competenti sul paesaggio, gli impatti ambientali di questo impianto. Attualmente lo stato della procedura prevede la valutazione della questione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;

considerato inoltre che:

l’area interessata dell’impianto ricade nel comune di Castelluccio dei Sauri il cui territorio è attraversato dal SIC “valle del Cervaro, bosco dell’Incoronata” (codice IT9110032), mentre le opere di connessione alla rete elettrica di trasmissione nazionale (RTN) ricadono anche nel comune di Deliceto, territorio compreso nel SIC Accadia-Deliceto (codice IT9110033);

in aggiunta a tale invasivo e deleterio impianto, il 10 febbraio 2021 è stata presentata istanza alla Provincia, da parte di Wind Energy Mezzanagrande S.r.l., per l’avvio del provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) inerente al progetto di realizzazione di un impianto eolico ubicato sui territori dei comuni di Castelluccio dei Sauri e Ascoli Satriano, di potenza nominale pari a 29,7 megawatt e relative opere di connessione nel comune di Deliceto;

a questi si sommano un ulteriore progetto della Wind Energy Ascoli Srl in agro di Ascoli Satriano da 43,2 megawatt e uno della Wind Energy S. Agata da 39,6 megawatt, entrambi in attesa di determinazioni presso il Ministero della transizione ecologica e apparentemente tutti riconducibili al medesimo centro di interessi Wind Energy (gruppo immobiliare Maresca di Pescara) e tutti contigui tra loro, tanto da identificarsi come un’unica, enorme proposta progettuale ricadente in uno dei pochi “buchi” territoriali ancora non industrializzati;

considerato infine che:

di tale deturpamento del territorio, brevemente descritto in ordine alla sua bellezza certificata da riconoscimenti comunitari e nazionali, ci si può rendere conto soltanto visitando e vivendo i luoghi interessati, onde costatarne l’interferenza pesante su natura, biodiversità e paesaggio;

in sede di decisione complessiva si valutano gli “interessi prevalenti”, fra i quali non può passare in secondo ordine l’aspetto paesaggistico tutelato costituzionalmente, insieme alle inevitabili ripercussioni su tutte le matrici ambientali che nelle politiche internazionali stanno assumendo rilievo di primissimo ordine,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato;

se non ritenga di intervenire per riesaminare l’autorizzazione ambientale richiesta in considerazione di quanto espresso dagli enti coinvolti;

se non intenda attivarsi per contenere la proliferazione di strutture energetiche che in alcuni territori rischiano di compromettere il paesaggio, anche oggetto di tutela.

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