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Intervento in aula| “MINACCIA CULTURA ENOGASTRONOMICA,TUTELARE MADE IN ITALY”

24Mar

Intervento in aula 24 marzo 2021

“Questa pandemia ha moltiplicato l’impegno di tutti nel cercare le soluzioni migliori da attuare in uno scenario inedito nella storia dell’umanità, sia per gli effetti sulla vita, sia sull’economia. Rimane un compito difficile, per noi politici e per tutte le amministrazioni, ma anche un’opportunità straordinaria di inquadramento delle reali necessità per focalizzare nuovi orizzonti in tempi definiti. Prima necessità resta sempre la salute e dunque, ora d’imperio, tra i piani di ogni Governo vi sono i vaccini, l’accelerazione nella produzione, distribuzione equa sui territori e somministrazione. È necessario compiere ogni sforzo per arrivare da qui alla fine del secondo trimestre di quest’anno a raggiungere, e auspicabilmente, a superare la soglia del 50% della popolazione vaccinata. Rimane fondamentale la cooperazione sanitaria globale nella piena convinzione che i vaccini sono un bene comune ed è una necessità mettere in sicurezza la campagna di vaccinazione mondiale che serve anche a prevenire l’insorgere di nuove e più pericolose varianti. Lavoro sinergico tra gli Stati del mondo indispensabile, anche per il raggiungimento della sostenibilità ambientale nella tutela della biodiversità, nel rispetto delle norme ambientali, della salute pubblica e in sostanza in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. Perseguimento del rispetto per l’Ambiente, ma anche del rispetto universale dei diritti fondamentali delle donne e degli uomini di cui purtroppo esistono violazioni in ogni parte del mondo. Sono passati sessant’anni dalla pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ma rappresenta ancora un sogno più che una realtà. Quindi una politica globale che guarda allo sviluppo sociale ed economico, al Mercato Unico che deve però sempre tutelare le produzioni locali e garantire la giusta distribuzione del valore. Da affrontare ancora molti ostacoli, tra questi la transizione digitale per cui l’Italia occupa gli ultimi posti in Europa. Una condizione inaccettabile! che riverbera i suoi effetti negativi anche nella governance della pandemia. Inaccettabile è anche che le Big Tech (i giganti del web) paghino tasse irrisorie in Europa, portando le sedi in Stati con regime di tassazione agevolati, penalizzando le imprese nostrane. Urgono soluzioni, quale una imposta digitale unica europea per Società extra UE. Faccio parte della commissione agricoltura e voglio rappresentare quanto sia importante e invece quanto nettamente si senta in questo settore il ritardo nella digitalizzazione indispensabile per evitare gli abusi di fitofarmaci e gli sprechi di acqua che non possiamo più permetterci. Necessità anche di ricerca, per una innovazione al passo con i bisogni di una conversione energetica rispettosa del patrimonio naturale e quindi del suolo agricolo. Bellezze naturali e paesaggistiche, patrimonio culturale inestimabile, risorsa strategica che rende l’Italia meta turistica ambita da tutto il mondo ma che ancora paga lo scotto di carenze infrastrutturali ataviche, il tutto molto più evidente nelle aree interne che sembrano ormai inevitabilmente destinate allo spopolamento e all’abbandono soprattutto al Sud. Una situazione che deve essere invertita in quanto le bellezze di queste zone sono impareggiabili. Intanto, la realtà pandemica che stiamo vivendo ci obbliga a considerare necessario il distanziamento sociale e quindi, apre a questi luoghi, una nuova, utile opportunità. In generale, d’obbligo è considerare gli squilibri territoriali esistenti e il fatto che gli investimenti al Sud siano stati più che dimezzati nell’ultimo decennio. La grandezza dell’Italia è data dalla varietà dei territori, che, da Nord a Sud, rappresenta un valore da salvaguardare. Un valore sono anche i nostri prodotti enogastronomici, la nostra dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco, insidiata dal sistema di etichettatura Nutri-Score, un metodo intuitivo fuorviante perché fa apparire come dannosi per la salute ad esempio l’olio di oliva o il parmigiano. Serve invece una cultura alimentare a tutela del made in Italy e della dieta mediterranea, quindi della salute. Ho voluto offrire alcuni spunti rispetto agli argomenti che affronterete al Consiglio europeo, sono certa che Lei, signor presidente, saprà far valere le buone ragioni che ci inducono a pensare ad un’Europa più vicina alle persone e alle esigenze di una nuova economia rispettosa dell’Ambiente.”